E’ questione di stile…di apprendimento!

di Teatroeducativo.it

Uno degli argomenti meno diffusi nelle informazioni che si danno a supporto dei genitori e dei ragazzi che devono scegliere un percorso scolastico è senza dubbio quello degli stili di apprendimento. Per noi invece è importante conoscerli.

PREMESSA

Visto che racchiudere in 4 macro categorie le caratteristiche del “come imparano” i ragazzi e le ragazze di terza media è chiaramente riduttivo, vi invito ad approfondire questo argomento con una discreta elasticità mentale.

E’ appurato che il “come imparano” influisce notevolmente sul rendimento dei ragazzi, spesso l’empatia che si crea con un professore genera un interesse maggiore da parte del ragazzo verso la materia che insegna. Non sempre quando scatta la scintilla tra un docente ed un alunno dipende dal carattere del professore, spesso dipende dal suo stile di insegnamento. Più esso si avvicina allo stile di apprendimento del ragazzo, più alto sarà il suo interesse e il suo rendimento.

CHE COSA SONO

Gli “stili di apprendimento” sono i modi attraverso i quali le persone riescono più facilmente ad acquisire ed elaborare nuove informazioni e ad apprendere concetti.

Ognuno di noi nell’imparare ha tutti e quattro gli stili, ma ne ha uno prevalente, che determina il livello di “ingaggio” su un contenuto rispetto ad altri.

 

QUALI SONO:

Visivo Verbale:

riguarda le persone che imparano meglio leggendo, cioè che preferiscono vedere sotto forma di parola scritta ciò che devono imparare. I ragazzi VV preferiscono studiare sul libro più che ascoltare la lezione, vedere scritti i concetti alla lavagna, prendere appunti, fare schemi e tabelle. Sono quei ragazzi che leggono con attenzione le istruzioni per far funzionare qualcosa, che amano leggere libri e sono portati per le materie letterarie.

Visivo Non Verbale:

riguarda le persone che imparano meglio attraverso le immagini, più che con le parole. I ragazzi VNV preferiscono vedere ciò che devono imparare attraverso il linguaggio dei disegni, delle fotografie, dei simboli e delle animazioni grafiche. I ragazzi VNV imparano meglio scorrendo le figure di un libro, osservando da qualcuno come si fa, guardando un filmato su un certo argomento e basandosi sulla memoria visiva per ricordare fatti, nozioni e concetti.

Uditivo:

riguarda le persone che imparano meglio ascoltando. Sono quei ragazzi che preferiscono sentire ciò che devono imparare, ascoltando una lezione, piuttosto che studiando il libro. Prediligono leggere e ripetere a voce alta e abitualmente partecipano a discussioni in aula. Riescono meglio ascoltando una dimostrazione di come fare qualcosa, piuttosto che leggendo le istruzioni scritte

Cinestesico:

Riguarda le persone che imparano meglio facendo esperienza diretta delle cose. I ragazzi cinestetici preferiscono svolgere attività concrete che coinvolgono anche sensazioni tattili, manualità e movimento.  Prediligono sentirsi liberi di muoversi, anziché stare seduti per troppo tempo e soprattutto rendono al meglio quando fanno esperienze dirette, “toccando con mano” i problemi ed esperienze attive, come ricerche, interviste e sperimentazioni.

Conclusioni

Attenzione, non esiste un unico modo d’imparare, ma spesso ci focalizziamo sul “cosa” imparare e non sul come imparare. La famosa frase “non è portato per questa materia” nasconde un errore di base che riguarda il conflitto tra lo stile di apprendimento di quello studente con lo stile di insegnamento del prof.

Purtroppo, lo stile di insegnamento della maggior parte dei docenti della nostra scuola fatica, ancora, ad adattarsi ai mutamenti dello stile di apprendimento della maggior parte degli studenti di oggi.  Ad esempio, la maggior parte degli studenti nativi digitali preferisce l’apprendimento visivo, mentre il metodo di insegnamento nelle scuole è prevalentemente ancora basato su uno stile verbale.

Quindi pensando a scegliere una scuola il consiglio che possiamo darvi è: se scegli una scuola che non si adatta al tuo modo di imparare, finirai per andarci di malavoglia e fare il doppio della fatica per raggiungere risultati decenti.

Attenzione però: per crescere in modo equilibrato bisogna “imparare a imparare” utilizzando tutti gli stili di apprendimento, anche se ne abbiamo uno preferito!

Guarda il video infografico:

Tommaso Marchini

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