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IDENTIKIT ORIENTATIVO 3/5

IDENTIKIT ORIENTATIVO 3/5

IL TECNOLOGICO CREATIVO

Questo articolo è il terzo di una serie di 5 in cui vogliamo cercare di utilizzare i profili attitudinali e i diversi approcci allo studio per delineare l’identikit dello studente “ideale” per ogni tipo di scuola.

Percorsi sbagliati, non profili sbagliati

Mi raccomando, è molto importante che leggendo questi articoli voi teniate a mente che non esistono profili, caratteristiche, attitudini, giusti e sbagliati! Ognuno di noi è fatto come è fatto, nelle sue infinite sfumature. Ciò che per noi è fondamentale è aiutarvi a scegliere un percorso,  quello sì che sia giusto. Non in assoluto, ma giusto per voi.

A dirla tutta, infatti, qualcosa di sbagliato potrebbe esserci, e sarebbe scegliere un percorso che non sia adatto a voi, che sia distante da ciò che voi siete e desiderate, perché questo vi porterebbe a fare una fatica enorme per ben 5 anni, instaurando una spirale di scarsa soddisfazione e perdita di motivazione.

Perciò andiamo con il terzo profilo.

Lo studente ideale per il tecnico: il tecnologico creativo

Ama il caos creativo e gli ambienti destrutturati. Ama “aggeggiare”, aggiustare, costruire. Agisce sperimentando direttamente i passaggi operativi e ragiona concretamente, velocemente, prevalentemente step by step, senza approfondire troppo i perché, che in generale non sono di suo particolare interesse. Questo fa sì che abbia la tendenza a partire in quarta, subito facendo, per poi correggersi in corsa, infatti è molto abile nell’improvvisare.

Quando studia, dopo un po’ che sta sui libri sente il bisogno di agire, di fare qualcosa di concreto. Svolge soltanto i compiti per il giorno dopo, cominciando magari un po’ prima del solito se la mole è cospicua. A  volte si rende conto che con un metodo di studio più organizzato potrebbe avere risultati migliori, ma non dedica al pensiero molto tempo, così come non si preoccupa più di tanto se si accorge di avere difficoltà in qualche materia: soltanto a volte cerca una soluzione (ripetizioni, aiuto da prof o compagni, ecc).

A dirla tutta, dà priorità agli impegni personali e soltanto quando ha finito con questi dedica tempo ai compiti da fare, infatti spesso sono i genitori a dover insistere perché si metta a studiare.

Marina Perego e Viola Cappelli