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Che cosa significa scegliere in adolescenza?

“I cambiamenti cognitivi, emotivi e corporei, uniti a quelli che si impongono nella realtà esterna, spesso suggellati dal passaggio a un nuovo ordine di scuola, possono creare una frattura nel percorso di crescita, perché l’adolescente può non sentirsi sufficientemente equipaggiato per far fronte a queste novità”.

(Matteo Lancini)

Parto da questa citazione di un noto psicoterapeuta, M. Lancini,  che conosce molto bene gli adolescenti, dato che ci lavora da anni, per introdurre un tema in linea con il nostro Blog. Avevo già detto alcune cose, le tratteggio per chiarezza ulteriore.

Che cosa significa  scegliere in adolescenza?

Che cosa è necessario, tenere in considerazione? Quali sono le caratteristiche psicologiche dell’adolescente, dato che gran parte del tempo, oggi, i nostri ragazzi e le nostre ragazze, la passano in quello che potremo chiamare, “l’altro mondo”, il Web e i New Social. Come si cresce con un cellulare in mano, fin dai primi mesi di vita? La dimensione virtuale, che fa da balia a molti, troppi,  bambini contemporanei, e che vede un aumento della sua frequentazione proprio in adolescenza, come li dispone verso la realtà, la vita, le relazioni con gli altri? Influenza lo stile di vita e in questo caso anche il modo di fare delle scelte?

La risposta ad una situazione così  complessa può essere semplice. Scegliere significa, avere presente chiaramente tutte le possibilità, che si possono mettere in campo per fare dei confronti, per poter paragonare realtà differenti, per poter connettere tra loro aspetti interni, diciamo così, psicologici, quali: le motivazioni, le capacità, il dominio delle proprie emozioni, lo stile di apprendimento e gli aspetti esterni: la Scuola,  come sono organizzate, quali discipline offrono, gli stili di insegnamento, e ancora l’idea di futuro che in un adolescente, campeggia evanescente in una dimensione fantastica al di là del tempo e dello spazio. Che cosa accade quando la realtà, così come la intendiamo noi adulti, è vista dai ragazzi in modo del tutto differente, quando ci vengono descritte situazioni lavorative future, irreali, punteggiate da facili successi, da esaltanti avventure sul Web, attraverso lavori che noi, miseri, non riusciamo nemmeno ad immaginare?

Come può un ragazzo nel 2019 affrontare una scelta?

Un passo che condizionerà la sua vita per i prossimi cinque anni, in un contesto in cui, spesso è abituato non solo a guardare quello che fanno gli altri e a copiare quelli che vengono identificati come modelli, oggi si chiamano influencer.

Sono quei personaggi di successo sui social,  valutabile attraverso il numero di like ottenuti e dai followers da cui vengono seguiti. Ogni fascia d’età ha i suoi modelli, che dettano le regole per essere al top, o volte solo per risultare decentemente “visibile” tra loro, visibile nel contesto della grandissima, sterminata platea del web, unica vera chiave per poter appartenere ad un gruppo, per essere stimati e valorizzati dai coetanei.

Il web?

Questo è il motivo per cui, una ragazza, un ragazzo cercheranno di regolare le proprie emozioni, i propri pensieri, le modalità di relazione con l’esterno, in vista della decisione, attraverso l’utilizzo di uno strumento, che difficilmente può essere utile in questo momento. Lo smartphone, la porta magica verso i social nella mitologia contemporanea, appare improvvisamente inutile, offre mille informazioni, mille paragoni, moltiplica le offerte e le opzioni di scelta, ma non offre spunti utili per una scelta che sia veramente personale, che ti riguarda direttamente, in cui devi guardare e decidere quale può essere la strada migliore per te, proprio per te, quale può essere la scelta migliore dal tuo punto di vista.

Al contrario, in questo caso, è  necessario mettere a tacere la voce del Web, quel richiamo della foresta, che ha pervaso la vita dei nostri adolescenti, le Sirene di Ulisse, che ti indicano porti felici, lontani, bellissimi, facili da raggiungere, dove non esiste noia, fatica, impegno costante, determinazione, spesso visti come la soluzione finale, facile, per tutte le indecisioni e per tutte le proprie debolezze. Il ruolo dell’adulto allora diventa importante, decisivo per riportare il tema al centro di una valutazione plausibile, praticabile, concreta, che sappia coniugare abilità, competenze e ambiente.

Giuliano Brusaferro

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