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Giovani emergenti per giovani talenti

Oggi abbiamo intervistato Giorgia e Luca, due giovani ragazzi che stanno cercando di emergere con prospettive diverse. Ci daranno punti di vista e consigli per affacciarsi al futuro con con grande entusiasmo.

Domanda: chi sei?

Giorgia: Mi chiamo Giorgia e ho 19 anni. Studio all’istituto Bernardi di Padova.

Luca: Io sono Luca e ho 31 anni. Faccio l’imprenditore o meglio lo “startupper” perché, secondo me, sono due cose diverse.

Domanda: quando eri in terza media come hai scelto la scuola superiore?

Giorgia: grazie a mio padre che mi ha seguito alla mia scelta e nella mia passione che è la meccanica.

Luca: ho scelto informatica perché all’epoca era un tema molto caldo, era l’inizio dell’era digitale. I professori me lo sconsigliarono perché secondo loro non ero sufficientemente preparato per affrontare la matematica di un istituto tecnico. Oggi posso dire che è stata una sfida vinta perché ho ottenuto una laurea di ingegneria e anche un dottorato. 

Domanda: come mai ti sei iscritta ad una scuola prettamente maschile?

Giorgia: perché anche se la scuola fosse stata prettamente femminile la passione va oltre ogni cosa e mi sarei scritta ugualmente. 

Domanda: come vedi le donne in un ambito tecnologico o ingegneristico?

Luca: Non conosco tantissime donne ingegneri o tecniche però quelle che ho conosciuto mi hanno impressionato tantissimo soprattutto all’università, erano molto preparate, determinate e molto precise.

Domanda: che cosa farai dopo la scuola superiore?

Giorgia: Mi iscriverò alla facoltà di ingegneria gestionale a Vicenza perché è una facoltà che quest’anno mi ha aperto gli occhi, soprattutto in quinta superiore e mi ha colpito tutta la parte organizzativa dell’azienda.

Domanda: perché hai deciso di metterti in proprio?

Luca: Perché adoro le sfide e avviare una start up era una sfida. Dopo gli anni della ricerca ho deciso, insieme ad altri due colleghi ed amici, di provarci soprattutto quando ti dicono che sarà difficile, che sarà impossibile, che non riuscirai a farcela io mi gaso ancora di più. 

Domanda: la qualità che apprezzi di più nei tuoi compagni?

Giorgia: La bontà d’animo e la voglia di continuare a stimolarmi.

Luca: Apprezzo le capacità tecniche, le capacità gestionali. Il mio socio Simone è un tecnico formidabile, il mio socio Fabio è un’ ingegnere eccezionale dal punto di vista manageriale e sicuramente un ottimo imprenditore. Insieme noi tre facciamo un gran bel team. 

Domanda: qual’era il tuo sogno nel cassetto quando eri piccolo?

Giorgia: Mi sarebbe piaciuto entrare nelle fiamme oro come karateka alle Olimpiadi.

Luca: Io volevo vincere le Olimpiadi, volevo entrare come Domenico Fioravanti che vinse i 100 rana e i 200 rana alle Olimpiadi di Sydney 2000.

Domanda: so che siete sportivi, che relazione c’è, secondo voi, fra sport e lavoro?

Giorgia: Il karate mi ha insegnato ad essere pignola, determinata, provare e riprovare finché non ci si riesce. Stessa cosa vale per la mia passione che è la produzione industriale. 

Luca: Lo sport mi ha insegnato due cose che sono diventati due pilastri della mia attività quotidiana: la fatica e la passione. La fatica perché superare ogni avversità affrontando le problematiche quotidiane ti permettere di raggiungere grandi risultati e la passione perché ti permette di farlo con più leggerezza. 

Domanda: che consiglio daresti ai ragazzi che stanno cominciando a camminare nel mondo dei grandi?

Giorgia: Seguire i propri sogni, non farsi influenzare da genitori, professori oppure amici. Cercare sempre di essere determinati e puntare in alto. 

Luca: Siate curiosi, esplorate il mondo, cercate di conoscere tante persone, non siate timidi e rischiate, rischiate, rischiate. Siate coraggiosi! 

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