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La scelta e il mercato del lavoro tecnologico

Scegli un lavoro che ami, non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.

Confucio

Premessa

Molto spesso sui giornali appaiono notizie dal mondo del lavoro che sottolineano come gli imprenditori facciano fatica a trovare  operai specializzati, tecnici ed in genere lavoratori molto qualificati, da inserire nelle loro Aziende Ecco allora che moltissimi posti di lavoro, per personale  qualificato e ben remunerato,  restano  vacanti, non si trovano lavoratori  adeguatamente formati, in grado di svolgere le mansioni richieste.

« I giovani hanno perso la voglia di lavorare, incontentabili, non hanno ricevuto un’istruzione in sintonia con le esigenze delle imprese. Le università farebbero bene a familiarizzare con l’esperienza maturata dagli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Intorno a questi due temi ruota il dibattito sul lavoro, andando alla ricerca della decisione migliore od ottimale da adottare. Si è perso di vista il giudizio di due grandi maestri, Herbert Simon e Stuart Kauffman, i quali hanno sostenuto che il numero di percorsi futuri a noi aperti in qualsiasi momento è così vasto che

non ha senso parlare di una scelta che sia quella ideale… La figura ( di lavoratore)  che si profila è un moderno polimath, una personalità poliedrica perché spazia in ampi e diversi campi di studio e di lavoro, applicando modelli mentali che li collegano» (23 luglio 2019 – Corriere del Veneto – Pietro Formica).

Scuole contemporanee

La parte finale  dello scritto di Formica sembrerebbe contraddire quanto affermato prima, mi domando allora, sono necessari percorsi di formazione tecnici, specialistici, approfonditi,  (a questo servono gli ITS,  Istituti Tecnici Superiori post diploma),   oppure al  contrario è meglio orientarsi verso Istituti che puntano ad una  formazione più generale,  più ampia che  costituirà una solida base di partenza per la formazione successiva, più consona ad inserirsi con flessibilità nel contesto di lavoro?

Orientare e orientarsi in una situazione così complessa è difficile, infatti  da una parte si lamenta la  mancanza di posti di lavoro per i giovani e non, al  punto da costringere molti ad emigrare e dall’altra  si danno indicazioni contrastanti sul da farsi a chi si cimenta a fare scelte  fondamentali per la propria vita. Cosa fare?

Probabilmente la risposta corretta si trova a metà strada, sono necessarie  Scuole  che aiutino le ragazze e i ragazzi   ad inserirsi e a comprendere il mondo contemporaneo, a coglierne le esigenze ed in particolare che si preparino ad affrontare seriamente il mondo del lavoro, con il desiderio di apprendere continuamente, di   migliorare la propria preparazione, di accettare percorsi formativi che  in ogni caso diano competenze specifiche, soprattutto in ambito tecnologico-scientifico, utili  almeno in teoria ad inserirsi  efficacemente nelle Aziende

Una delle ragioni che portano le Associazioni di categoria, a curare l’orientamento degli allievi  dopo la Scuola Media,( meglio, Superiore di primo grado,) è proprio l’esigenza di portare i ragazzi e le ragazze  nel momento della scelta, a considerare la possibilità di iscriversi  nelle  scuole o negli istituti tecnici proprio per poter avviarsi verso professioni  specialistiche, qualificate, che  offriranno una volta raggiunto il Diploma, maggiore probabilità di trovare un buon lavoro, spesso ben remunerato. Aggiungo che i diplomi tecnici- professionali danno la possibilità di frequentare i Corsi  biennali degli ITS che citavo prima ( Istituti Tecnici Superiori) scuole di eccellenza organizzate e strutturate per fornire alta specializzazione e professionalità spendibili in area tecnico- scientifica.

Valutare il futuro professionale dei ragazzi

Considerare nel momento della scelta  della Scuola  Superiore il punto di vista economico-sociale è proprio questo: informarsi ed esaminare ciò che offre come sbocchi lavorativi  il mercato del lavoro, sia le offerte che é in grado di dare nel presente, sia quelle che potrà  generare per il futuro, consapevoli che la tecnologia  introduce continuamente  innovazioni trasformando anche le condizioni lavorative, creando spesso nuove opportunità e nuovi lavori.

E necessario aiutare in tutti i modi ragazze e ragazzi che si incamminano verso la scelta della scuola secondaria di secondo grado ad esaminare e tenere in considerazione questo dato: i lavori tecnici, altamente specializzati offrono possibili sbocchi professionali anche solo  dopo i cinque anni di scuola secondaria, senza doversi cimentare in percorsi universitari  che a volte intimoriscono i  nostri giovani diplomati

Questa  situazione del mercato del lavoro, pone alcune domande ai genitori ed ai ragazzi che sono alla ricerca della scelta migliore, si tratta di capire  da quale punto di vista, questa scelta  può essere considerata «migliore ».

In altre parole, al netto delle doti personali e delle preferenze per le materie scolastiche, un ragazzo saprà studiare e motivarsi ad affrontare argomenti che non rientrano nelle sue preferenze? Saprà sopportare la fatica di uno studio così diverso dai suoi  interessi?  Saprà accettare la sfida?

La risposta è semplice: non tutti sono in grado di studiare di tutto e anche quando ci troviamo di fronte a ragazzi e a ragazze, intellettualmente dotati, organizzati e determinati, quelli che definiamo svegli, non è detto che riescano ad affrontare contenuti che percepiscono ostici, e per questo difficili, perché li sentono lontani dalle loro preferenze o da quelli che considerano i loro talenti. Diciamo che il carattere, la capacità di sopportare la fatica, la frustrazione, la capacità di motivarsi, sono elementi essenziali per arrivare ad una  decisione sensata.

Alcuni sono in grado, per le caratteristiche di personalità di studiare ed imparare qualsiasi contenuto, indipendentemente dai loro gusti, dalle loro preferenze, molti  altri no, studiano solo materie che li stimolano, che suscitano in loro interesse e coinvolgimento ricavando proprio da questo la motivazione e la forza per sopportare lo stress e la fatica che lo studio porta con sé.

Non é solo una questione di coraggio verso la sfida e le novità, é una faccenda collegata al carattere, alla capacità  organizzativa, a quella di sostenere la fatica, la determinazione che porta a trovare sufficiente motivazione e  spinge a rinnovare l’impegno per lo studio.

Le caratteristiche e la personalità

I genitori, le ragazze, i ragazzi devono interrogarsi sulle caratteristiche di personalità che abbiamo appena elencato, (intelligenza, motivazione, capacità organizzativa, resistenza, resilienza ( capacità di attivare risorse di fronte alla difficoltà e all’insuccesso), sopportazione della  fatica, che sono elementi fondamentali per tutte le scelte ma che divengono ancora più determinanti nella situazione in cui si devono affrontare contenuti e temi      non corrispondenti ai propri interessi.

Questo rende lo studio e l’impegno  decisamente più impegnativi e difficili perché chiedono tenacia e desiderio di riuscire.

Conclusioni

La scelta della propria strada scolastica si può quindi  indirizzare verso Scuole ed Istituti  indicati dalle Associazioni di categoria, dagli Imprenditori, dagli Artigiani, perché l’ambiente in cui  viviamo può rendere più facile trovare  posti di lavoro specialistici, che si potranno ricoprire solo dopo aver ricevuto una solida preparazione tecnica, costruita attraverso percorsi di formazione appropriati, ideati e strutturati per rispondere alle necessità dal mercato del lavoro. Sono quei lavori, che si trovano più facilmente, proprio perché vi sono pochi candidati preparati per svolgerli, richiedono una accurata preparazione specifica, maggiori motivazioni interne,  psicologiche, un buon  carattere, più motivazione e determinazione a lavorare anche per imparare  contenuti e a affrontare i  temi di cui si sa poco e  che non stimolando la nostra curiosità,  devono essere sostenuti , animati in un  soggetto,  determinato ad  impegnarsi con continuità.

Viceversa la scelta potrebbe rivelarsi azzardata e difficile da sostenere e di fatto difficilissima da condurre  al raggiungimento dell’obiettivo  finale.

Giuliano Brusaferro

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