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La scuola imperfetta, la storia di Alice

La scuola imperfetta, la storia di Alice

Conosco Alice e la sua famiglia quando sta ultimando il suo terzo anno di liceo  artistico: non che ci siano problemi a scuola, lei è una ragazza che non si impegna tantissimo, non lo ha mai fatto, ma riesce comunque a portare a casa una buona pagella di 7 e 8!

PREMESSA

Il problema è che non è tanto felice: è stanca, demotivata al punto che alcuni giorni non vuole alzarsi dal letto per andare a scuola; le pesano tantissimo alcune materie di indirizzo quali storia dell’arte e disegno architettonico.

Riporto ora alcune sue frasi: “lei non ha idea di come sia noioso studiare nei minimi dettagli tutta l’arte PREISTORICA…..la prof. poi ci chiede un noiosissimo studio mnemonico”; riguardo alle tavole di DISEGNO ARCHITETTONICO da eseguire a casa mi dice: “io faccio il minimo per avere 6, non ho voglia poi di abbellirle, arricchirle con i particolari, non ho voglia neppure di colorarle….e mi riduco con i tempi sempre all’ultimo”.

Le materie preferite, per lei più leggere e nelle quali ottiene i migliori risultati sono matematica e fisica: ”SE FACESSE IL LICEO SCIENTIFICO COME LE AVEVO CONSIGLIATO DALLA SCUOLA MEDIA, lei starebbe molto meglio”, mi dice il papà tra le prime cose.

Alla base c’è comunque uno stato depressivo a prescindere dalla scelta della scuola effettuata, che era il principale motivo per il quale la famiglia si era rivolta a me: il problema della scuola era solo secondario, anche se ben radicato nel malessere di Alice.

LA SCELTA

Mi faccio raccontare come è stata fatta la scelta del liceo artistico, e scopro che in prima superiore l’iscrizione al liceo è subentrata dopo un paio di mesi di frequenza presso un Istituto Tecnico Chimico Biologico. Alle scuole medie Alice era fortemente convinta di voler fare l’Istituto Alberghiero perché voleva mettere la sua creatività in quel settore, ma il papà era quasi svenuto: per lui l’unica  scuola che preparava ad un buon futuro professionale era il LICEO SCIENTIFICO;  Alice era una ragazza molto sveglia e portata per le materie scientifiche anche se doveva imparare ad applicarsi di più, e la scuola professionale non l’avrebbe portata da nessuna parte.

Per questo papà il successo professionale e quindi scolastico di Alice era  una priorità: se Alice ce la faceva a guadagnarsi una professione rispettabile in questo mondo così competitivo e in grande crisi economica, forse anche lui come papà ce l’avrebbe fatta! Non sto a dilungarmi sull’analisi psicologica del papà (ottima persona comunque, e per certi versi assolutamente comprensibile), ma in quel primissimo colloquio era per me chiaro che la scelta dell’Istituto TECNICO BIOLOGICO e poi del LICEO ARTISTICO da parte di Alice era stato sia un compromesso sia un tentativo per contrastare le pesantissime aspettative paterne.

DOPO TRE ANNI

Quando in terza liceo i sintomi di demotivazione verso la scuola e soprattutto verso le materie di indirizzo si fanno sentire in maniera preponderante (anche se ribadisco che i reali motivi erano dello stato depressivo di Alice erano  altri) il papà riparte all’attacco: ”prova a fare la passerella dall’artistico allo scientifico, studiando in estate le materie scientifiche, forse così starai meglio e in questo modo sarai più preparata a facoltà universitarie di tipo scientifico!”

Io rimango allibita: fare un passaggio di questo tipo in classe quarta è quasi impossibile…..di solito le passerelle e il recupero di materie sono fattibili fino al secondo anno. Quando si effettua una passerella infatti è necessario recuperare fin dal primo anno tutte le materie e i programmi della nuova scuola…ecco perché il cambio in quarta liceo è quasi impossibile.

In questi casi, quando ci si accorge più avanti  che la scuola superiore scelta non è più in linea con le nostre attitudini, non rimane altro da fare che cercare di terminare gli studi, FIDUCIOSI che la VERA SCELTA DI CONSAPEVOLEZZA PROFESSIONALE VERRÀ’ EFFETTUATA DOPO LA SCUOLA SUPERIORE.

LA PASSERELLA

Alice comunque decide di provare a fare la passerella in estate, confusa e un po’ “assillata” dai consigli paterni, per poi accorgersi che i programmi tra le 2 scuole sono veramente molto diversi e difficilmente sanabili in quarta liceo e alla fine desiste da questo tentativo.

Da settembre iniziamo un percorso di psicoterapia sia con lei che con i genitori e piano piano viene fuori cosa vuole veramente Alice: scopre che per certi versi il papà ci aveva visto giusto, ha una forte passione per la MATEMATICA ASTRATTA…ne è affascinata, è anche più in sintonia con lo studio di tipo logico di queste materie che non con lo studio mnemonico delle materie letterarie. Nello stesso tempo anche la parte artistica fa parte dei lei, Alice ha in generale un pensiero molto creativo; scopriamo anche che ha un forte interesse per le professioni di relazione, in cui c’è la possibilità di contribuire all’aiuto degli altri. Non si vede sicuramente in futuro come una Manager presa tra carriera e successo.

RISULTATI

Adesso Alice è più fiduciosa che con la scelta dell’università sarà in grado di tenere a bada meglio le aspettative della famiglia, e di poter di scegliere in libertà con maggior consapevolezza strada per i suo futuro: di una cosa è convinta, vuole proseguire con l’università perché sente che è quella la sua strada dopo la scuola superiore.

Oggi pensa di iscriversi ad Agraria, un buon mix tra l’aspetto scientifico, la cura verso qualcosa e la possibilità di un lavoro anche all’aria aperta.

Quello che ha chiaro in testa è che la scelta della professione è una grandissima opportunità che abbiamo per cercare di essere più felici…..ha ancora bisogno di un po’ di tempo per trovare la sua strada ma è fiduciosa che qualsiasi scelta, se fatta verso l’ascolto di noi stessi, ci porterà verso un futuro sicuramente più sereno.