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Quello che voleva mio padre: il caso di Monica.

Quello che voleva mio padre: il caso di Monica.

di Marina Perego – psicologa e orientatrice

Per Monica scegliere di iscriversi al liceo classico dopo la terza media, era stata una decisione che la faceva sentire una “persona migliore”.

Suo padre, l’intellettuale della famiglia, avrebbe voluto fare il liceo classico da ragazzo, e quando la figlia ha fatto questa scelta lui era molto orgoglioso di lei.

Dice Monica: “Il nostro rapporto era un po’ cambiato, lui mi considerava un po’ più grande, parlavamo di argomenti di letteratura insieme, mi ha prestato il suo libro di latino….insomma la scelta del liceo classico mi ha anche fatto sentire più vicina a lui e che lo rendevo orgoglioso di me!”

“Ho scelto questa scuola perché alle medie io ero molto brava in italiano, i voti dei miei temi erano sempre 9 e 10…italiano è sempre stato il mio cavallo di battaglia, in matematica invece facevo un po’ più fatica; non ho dato molto peso al consiglio orientativo che era stato quello di “istituto tecnico”.

Ho incontrato Monica la prima volta a fine marzo del suo primo anno al liceo classico; come raccontato, le aspettative verso la scuola erano molto alte, l’impatto invece è stato per lei abbastanza forte: se alle medie si reputava una brava studentessa, ora tutto era improvvisamente cambiato; greco e latino erano materie che trovava molto complicate, percepiva gli altri studenti come migliori di lei…tutti avevano avuto difficoltà all’inizio ma molti pian piano avevano recuperato, la sua migliore amica poi era la più brava della classe, lei invece si sentiva “in balia” della scuola, aveva tutte le materie “sotto”….anche studiare a memoria i vocaboli di greco era diventata un’impresa perché non riuscivano ad entrarle in testa. Questo sentimento di scoraggiamento e di ansia verso la scuola era diventato fortissimo dopo le vacanze di Natale.

Ci siamo quindi incontrate per iniziare a parlare di un possibile ri-orientamento, che non è un fallimento rispetto al tema non avercela fatta, ma è semplicemente la valutazione che cambiare scuola potrebbe farmi stare meglio, e la presa di consapevolezza che forse la scelta che ho fatto è stata più di tipo  emotivo senza valutare con attenzione tutte le variabili in gioco: il liceo classico non è solo la scuola per chi è molto bravo in italiano, sono diversi gli elementi da tenere in considerazione.

Per Monica è stata però un’esperienza di grande sofferenza, potete bene immaginare, viste le alte aspettative come è stato poi grande il suo sentimento di aver fallito…

Per fortuna i genitori di Monica l’hanno subito supportata emotivamente per affrontare un cambio di scuola e per fare di quest’esperienza di insuccesso un’occasione di crescita. Questa volta abbiamo cercato di scegliere la scuola valutando le diverse variabili: il suo stile di apprendimento, il metodo di studio, le materie di maggior interesse e successo, i suoi valori professionali, in questo modo anche l’esperienza al liceo classico si è trasformata in un’opportunità di orientamento.

Alla fine Monica ha deciso che l’anno successivo si sarebbe iscritta ad un liceo delle scienze umane, meglio con l’opzione economico-sociale, più che altro perché avrebbe affrontato l’anno con maggiore serenità senza il latino come materia di studio. Quello che credo, è che se si fosse subito iscritta a questa scuola, non avrebbe avuto particolari difficoltà con il latino, ma questa volta Monica aveva bisogno di rinforzarsi e abbiamo valutato insieme che studiare materie più moderne e attuali come una seconda lingua straniera e diritto/economia poteva essere interessante, anche ai fini poi della scelta di orientamento che avrebbe fatto dopo il liceo!

Oggi Monica sta concludendo serenamente il primo anno di Scienze Umane; in questa scuola ha sentito di doversi impegnarsi molto, ma ha anche sperimentato il successo, ossia che studiando bene i risultati positivi sono il più delle volte arrivati….!!! E questo è il grande motore per andare avanti a studiare.

Oggi pensa che continuerà a studiare all’università, i prossimi anni di scuola la aiuteranno sicuramente meglio a fare la scelta giusta post diploma!!

Il papà di Monica è ovviamente molto felice di vederla impegnata ma più serena e soprattutto gratificata dai risultati raggiunti e dalla promozione; ha capito che non è la scelta della scuola superiore a fare una persona migliore (in realtà lui non lo ha mai pensato, ma ha confermato di aver trasmesso alla figlia l’idea che frequentare un liceo classico fosse qualcosa di un po’ “speciale”); nonostante ciò è orgoglioso della figlia e continuano a condividere la passione per la letteratura!!!

Marina Perego